(UN)FAIR

In occasione di (un)fair 2023 Looking for Art presenta un progetto espositivo che racconta di un mondo in continuo mutamento, all’interno del quale le conseguenze dell’impatto umano sull’ambiente sono sempre più evidenti e, per questo motivo, ci portano inevitabilmente a riflettere sulla necessità di cercare una coesistenza tra uomo e natura. Il rapporto tra divertimento e ambiente e tra socialità e natura viene raccontato dalle opere di Sofia Fresia che, con tele dal gusto surrealista, tratta della contemporaneità e delle difficoltà che comporta farne parte. Dreamers Pool racconta della pretesa umana di avere sempre tutto, senza tenere conto della stagionalità, anche a costo di vivere in un ambiente artificiale e avere così un impatto energetico duplicato: «per questo ho rappresentato una piscina nel mezzo di un paesaggio invernale, circondata da nastri di prato artificiale che cercano di coprire la neve e su cui due sparute galline si muovono tra i finti fili d’erba». La serie di vedute quasi oniriche di Ilaria Franza ci chiede un complesso esercizio di contemplazione, mettendoci davanti al più eterno dei soggetti: il paesaggio naturale. Attraverso l’uso dei colori liquidi, linguaggio privilegiato dall’artista, e dell’acqua come elemento cardine e gesto iniziale, UN.limited ci apre lo sguardo verso percorsi sommersi e luoghi inesplorati che, trasformandosi in luoghi dell’anima, ci riconnettono con la natura pura. Le opere di Matteo Occhipinti e Francesco Mina utilizzano rispettivamente dollari americani ricoperti di sterco, monete in bronzo ossidate dall’urina e cenere e colla vinilica, per realizzare opere estremamente materiche. La serie Dirty Money di Matteo Occhipinti affronta l’incertezza del mondo contemporaneo e del presente in cui è cresciuto l’artista: nulla è come sembra. Il denaro, una tra le più complesse istituzioni umane, ci può far riflettere sul valore arbitrario e fragile che assegniamo alle cose: fino a che punto alcuni concetti astratti possono assumere rilevanza e concretezza solamente perché condivise da una collettività? Ilaria Franza Sofia Fresia Francesco Mina Matteo Occhipinti TETI Giacomo Zornetta Il mondo che abitiamo spesso crea Disorientamento non solo sociale ma anche, e soprattutto, interiore. Che cosa significa orientarsi si domanda l’artista Francesco Mina? È necessario trovare una direzione, dei punti di riferimento e un ordine che ci permettano di trovare un equilibrio. Teto, l’opera progettata da TETI, è stata realizzata utilizzando una stampante 3D large-scale e PLA riciclato, un materiale proveniente dall’industria del packaging alimentare e normalmente utilizzato per produrre piatti e bicchieri biodegradabili. Il riciclo del materiale e la realizzazione e l’esposizione dell’opera sono avvenute all’interno di un raggio non superiore a 50km. Infine, la pittura di Giacomo Zornetta riflette sul destino ultimo di ogni rapporto umano, traducendo in immagine metaforiche la condizione intrinsecamente caduca della socialità: «attraverso le mie opere intendo indagare i simboli dell’inconscio, le energie psicologiche, le fragilità, i concetti emotivi collettivi e universali». Indirizzo Via Moncucco, 35 (20143 – Milano)
100x100 cm
tecnica mista su tela
60x60 cm
tecnica mista su tela